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Che cos'è la visione

La visione è il processo che dà un significato a ciò che si vede.

La visione è un processo dominante dell’organismo per ottenere informazioni dall’ambiente. E´ il più complesso sistema di guida per i movimenti (coordinazione visuo- motoria) e la deambulazione.

Il sistema visivo è il senso che  mette in relazione l’essere umano con l’ambiente in modo privilegiato rispetto agli altri quattro sensi.

Se la visione manca, gli altri sensi possono sostituirla senza però fornire sia in quantità sia in qualità l’arricchimento  di un sistema visivo maturo.

Un sistema visivo maturo si sviluppa nell’arco di tempo che va dalla nascita alla prima infanzia , ossia all’età di circa sei anni.

L’Ottico Optometrista ricerca la migliore correzione che permetta alla persona di vedere i 10/10 e contemporaneamente di poter utilizzare al meglio le abilità visive.

 

Un bambino che vede bene i 10/10 ed è messo nelle condizioni di  utilizzare al meglio le proprie abilità visive sarà nella condizione ideale per poter sviluppare il processo della lettura. In caso contrario la lettura può divenire un processo laborioso e difficile che penalizza lo studente rendendo difficoltoso l’apprendimento.

La visione è un processo costituito dall’integrazione di diverse abilità e competenze:

  • Essere in grado di discriminare i 10/10 da lontano e da vicino sia con ciascun occhio sia con entrambi; questa abilità viene definita acutezza visiva. I decimi rappresentano l’ordine di grandezza di una lettera  che un occhio è in grado di vedere. Tale ordine di grandezza può essere raggiunto da un occhio sia in modo naturale, sia con vari gradi di correzione (dette diottrie).
  • Nella società attuale si valuta che una buona vista è rappresentata da un’acutezza di 10/10, molte persone però possono vedere anche più di 10/10.
  • Muovere gli occhi in modo congiunto e coordinato nello spazio come per esempio durante l’inseguimento di un oggetto che si muove nel campo visivo compiendo movimenti lenti e veloci
  • Capacità di mettere a fuoco a tutte le distanze: Questo vale per le persone  più giovani (oltre i 40 anni si parla di età della presbiopia). I nostri bambini riescono a vedere bene da lontano, da vicino e alle diverse distanze in quanto, all’interno dell’occhio, il cristallino  ( che è una lente ) agisce mettendo continuamente a fuoco come l’autofocus di una macchina fotografica moderna.
  • Capacità di convergere gli occhi simultaneamente e su uno stesso oggetto a distanze ravvicinate, intermedie e lontane senza sfuocamenti e indecisioni e con flessibilità.
  • Percezione dell’intero campo visivo: Provate a guardare un oggetto proiettato su uno  schermo e mantenete fisso lo sguardo. Senza muovere gli occhi  osservate ciò che accade ai lati del vostro viso. Pur vedendo l’oggetto,  si è in grado di vedere ( con la periferia del campo visivo) anche il resto dell’ambiente sia a destra sia a sinistra.
  • La visione ottimale e contemporanea dei due occhi permette la visione stereoscopica: ossia il vedere una sola immagine con i due occhi e con la sensazione del rilievo
  • Vedere in  rilievo permette di  percepire oltre alla distanza tra noi e l’oggetto, anche la distanza tra un oggetto e l’altro .

L’intero processo sin qui descritto  viene chiamato visione binoculare.

 

Il processo di binocularizzazione raggiunge il massimo livello nell’uomo. Ciò è dovuto ad un particolare sviluppo cerebrale che permette la migliore  collaborazione tra gli occhi.  Mano a mano che scendiamo nella scala evolutiva, riscontriamo un processo sempre meno evoluto. Tale processo si va riducendo fino ad arrivare  all’uso disgiunto degli occhi come se funzionassero ognuno per conto proprio come avviene ad esempio nei rettili.

La visione è un processo straordinario in quanto ci permette di poter rilevare cose minuscole e vicine come una zanzara sulla punta del naso, e cose lontane come una stella ai confini dell’universo.

La superiorità della visione nel corso dell’evoluzione dei vertebrati ha avuto una importanza di dimensioni sorprendenti: ha fornito nuovi modi di comunicare e ha dato origine a nuovi meccanismi cerebrali che permettono di intuire la traiettoria di oggetti ed eventi nel tempo e nello spazio, ha consentito  nuove forme di immaginazione mentale e di astrazione, e ha portato alla creazione del mondo dell’arte.

Se osserviamo attentamente, ci accorgiamo che la visione solo in apparenza è l’esatta riproduzione del mondo che gli occhi abbracciano. Nella realtà la visione  è un processo che coinvolge le immagini rilevate dagli occhi e la successiva elaborazione eseguita dalle stazioni intermedie del cervello e dalla corteccia cerebrale. Detto processo è noto come percezione visiva che si può così schematizzare:

Gli occhi:

Si muovono nello spazio

Insieme convergono, cioè si allineano sull’oggetto

Mettono a fuoco l’immagine ( accomodazione)

Inviano il messaggio luminoso trasformato in segnale elettrochimico al cervello.

Il cervello elabora il messaggio producendo un comportamento.

La visione quindi non è sinonimo di semplice vista nitida.

 

 

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